Il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, in ragione della propria natura giuridica e della disciplina applicabile, rientra tra i soggetti di cui all’art. 2-bis, comma 3, del D.Lgs. n. 33/2013. Come chiarito dall’Autorità Nazionale Anticorruzione nella Determinazione n. 1134 dell’8 novembre 2017, tali soggetti sono esclusi dall’ambito di applicazione delle misure di prevenzione della corruzione di cui alla Legge n. 190/2012, diverse dagli obblighi di trasparenza.
Pertanto, la Fondazione non è tenuta alla nomina del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) né all’adozione del Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPCT).
Resta fermo che il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile ha adottato ed attua un Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001, quale sistema interno di presidio dei rischi e di prevenzione dei reati, ivi inclusi quelli contro la pubblica amministrazione, in coerenza con il quadro normativo vigente e con le indicazioni dell’Autorità.
Ultimo aggiornamento: 02.12.2025